La piralide del mais, nuovi metodi per contrastarla

By 14 luglio 2016News

 

Dal 2016 D.A.F.al ha iniziato la sperimentazione di un nuovo metodo di lotta biologica contro il principale parassita del mais: la piralide del mais.
La piralide del mais è una piccola farfalla che depone le uova sulla pianta del mais. I bruchi che nascono crescono poi mangiando la pianta dall’interno, portandola nei casi più gravi alla morte. Oltre al danno economico, un altro problema sono le lesioni causate dai bruchi che diventano un ottimo sito di infezione per molte specie di funghi che producono micotossine tossiche anche per l’uomo.

 

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Il Trichogramma brassicae è una piccola vespa di 0,4-0,5 mm che depone le uova all’interno delle uova della piralide che le sue larve mangiano durante la crescita. Ha un ciclo vitale molto veloce e in un anno arriva fino a 10 generazioni impiegando solo10-20 giorni da uovo ad adulto.

 

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Attraverso l’uso di un drone nei campi di mais, vengono quindi sparse delle sfere di cellulosa contenenti ognuna 185.000 femmine in diversi stadi di maturazione, in modo che ogni 3-4 giorni esca un’ondata di vespe pronte a dare la caccia alle uova della Piralide.

 

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Questo metodo ci permette quindi di limitare molto l’uso di prodotti chimici dannosi per tutti gli insetti, anche quelli “utili” come le coccinelle o queste piccole vespe che naturalmente combatterebbero i parassiti; dandoci comunque la possibilità di garantire ai nostri consumatori un mais sano e naturale.